<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title></title>
	<atom:link href="http://meridionale.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://meridionale.wordpress.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 13 May 2009 08:48:51 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<cloud domain='meridionale.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://www.gravatar.com/blavatar/7da9e023d23661add193234c84b8bb24?s=96&#038;d=http://s.wordpress.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title></title>
		<link>http://meridionale.wordpress.com</link>
	</image>
			<item>
		<title>Torello, storia &#8220;d&#8217;arme e d&#8217;amore&#8221; nel Mezzogiorno svevo-angioino e &#8220;giallo&#8221; storico: era il figlio di Salinguerra?</title>
		<link>http://meridionale.wordpress.com/2009/05/13/torello-storia-darme-e-damore-nel-mezzogiorno-svevo-angioino-e-giallo-storico-era-il-figlio-di-salinguerra/</link>
		<comments>http://meridionale.wordpress.com/2009/05/13/torello-storia-darme-e-damore-nel-mezzogiorno-svevo-angioino-e-giallo-storico-era-il-figlio-di-salinguerra/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 May 2009 08:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppepesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[storia di napoli]]></category>
		<category><![CDATA[storia medievale]]></category>
		<category><![CDATA[arte medievale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://meridionale.wordpress.com/?p=123</guid>
		<description><![CDATA[A metà del Duecento venne a Napoli per fare la guerra e invece trovò l’amore: è la curiosa storia, affascinante e sconosciuta, di Giacomo Torello, dietro cui si cela anche un piccolo ‘giallo’ storico.  Già, perché questo militare venuto a Napoli nel 1254 al seguito di papa Innocenzo IV è infatti molto probabilmente il figlio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&blog=3198645&post=123&subd=meridionale&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="color:#800000;"><strong><img class="alignright size-full wp-image-132" title="torello55" src="http://meridionale.files.wordpress.com/2009/05/torello55.gif?w=111&#038;h=178" alt="torello55" width="111" height="178" />A metà del Duecento venne a Napoli per fare la guerra e invece trovò l’amore</strong>:</span> è la curiosa storia, affascinante e sconosciuta, di Giacomo Torello, dietro cui si cela anche un piccolo ‘giallo’ storico.  Già, perché questo militare venuto a Napoli nel 1254 al seguito di papa Innocenzo IV è infatti molto probabilmente il figlio del famoso Salinguerra, il terribile ghibellino che dominò a lungo Ferrara e fu infine sconfitto. Giacomo però non era della stessa pasta del padre, e scelse di ‘scomparire’&#8230; <span id="more-123"></span>deludendo tutti quelli che si aspettavano che riprendesse il potere. Sposò la figlia di un doge veneziano, ma visse sempre da fuoriuscito, ora dai feroci zii Ezzelini, ora altrove; e dal 1245, quando perse tutti i feudi paterni, fece lentamente perdere anche le sue tracce.</p>
<p><span style="color:#800000;"><strong>Molto probabilmente se ne andò a Fano</strong></span>, accolto dai più tranquilli zii Torelli. E poi una decina d’anni dopo, imbarcandosi nella spedizione di Innocenzo IV, fece l’ultimo tentativo per recuperare i feudi, che proprio il papa gli aveva tolto. L’impresa fu un fallimento: ma battuto l’esercito e morto il papa, quando sembrava tutto perduto, a Casoria si innamorò di una donna e si rifece una vita. Ottenne anche un terreno dal vescovo di Napoli, e visse tranquillo fino al 1281, quando i tre figli lo seppellirono nella chiesa di San Benedetto. Qui lo ricorda ancora un bel monumento gotico ed una insolita epigrafe volgare, che racconta la storia di questo «homo de arme … per belleza de una donna maritato».</p>
<p>Partendo dallo studio del monumento funerario, questa singolare vicenda &#8216;d’arme e d’amore&#8217; è stata ricostruita attraverso documenti e cronache medievali nel saggio breve Giacomo Torello da Fano: una storia d’arme e d’amore nel Mezzogiorno svevo-angioino. La seconda edizione della ricerca, riveduta ed ampliata, è uscita (esclusivamente in formato digitale) per Oxiana ed è scaricabile gratuitamente al link </p>
<p><a href="http://giuseppepesce.files.wordpress.com/2009/05/gpesce_giacomo_torello_da_fano.pdf">http://giuseppepesce.files.wordpress.com/2009/05/gpesce_giacomo_torello_da_fano.pdf</a></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/meridionale.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/meridionale.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/meridionale.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/meridionale.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/meridionale.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/meridionale.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/meridionale.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/meridionale.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/meridionale.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/meridionale.wordpress.com/123/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&blog=3198645&post=123&subd=meridionale&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://meridionale.wordpress.com/2009/05/13/torello-storia-darme-e-damore-nel-mezzogiorno-svevo-angioino-e-giallo-storico-era-il-figlio-di-salinguerra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/f7a0532d5f72e0be9ccc0c6f0e473ac2?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">meridionale</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://meridionale.files.wordpress.com/2009/05/torello55.gif" medium="image">
			<media:title type="html">torello55</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Alfa di Pomigliano e gli epigoni del meridionalismo</title>
		<link>http://meridionale.wordpress.com/2009/02/27/lalfa-di-pomigliano-e-gli-epigoni-del-meridionalismo/</link>
		<comments>http://meridionale.wordpress.com/2009/02/27/lalfa-di-pomigliano-e-gli-epigoni-del-meridionalismo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 16:19:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppepesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[alfa romeo]]></category>
		<category><![CDATA[alfasud]]></category>
		<category><![CDATA[fiat]]></category>
		<category><![CDATA[pomigliano d'arco]]></category>
		<category><![CDATA[questione meridionale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://meridionale.wordpress.com/?p=117</guid>
		<description><![CDATA[Febbraio 2009. La protesta che infiamma la Fiat di Pomigliano d&#8217;Arco non è solo una conseguenza della grande crisi, ma anche l&#8217;ultimo atto di una questione meridionale: ambigua, anomala, complicata e mai risolta.
Non c&#8217;è dubbio, che il fantasma della crisi mondiale che minaccia il mondo dell&#8217;auto faccia tremare anche la Fiat, ma vale anche la pena di chiedersi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&blog=3198645&post=117&subd=meridionale&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="color:#800000;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-119" title="alfaromeo" src="http://meridionale.files.wordpress.com/2009/02/alfaromeo.jpg?w=188&#038;h=141" alt="alfaromeo" width="188" height="141" />Febbraio 2009. </strong></span><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">La protesta che infiamma la Fiat di Pomigliano d&#8217;Arco non è solo una conseguenza della grande crisi, ma anche l&#8217;ultimo atto di una questione meridionale: ambigua, anomala, complicata e mai risolta.<span id="more-117"></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Non c&#8217;è dubbio, che il fantasma della crisi mondiale che minaccia il mondo dell&#8217;auto faccia tremare anche la Fiat, ma vale anche la pena di chiedersi perché questa minaccia si trasformi quasi in una condanna annunciata proprio per lo stabilimento di Pomigliano, dove la tensione è salita ormai alle stelle e una soluzione vera, che non sia solo l’ennesimo palliativo, sembra ancora lontana.</span></span></p>
<p><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">L’orgasmo della globalizzazione finanziaria spinge sempre di più gli stakeholders pubblici e privati ad immaginare un’economia solo teorica, sganciata dai luoghi, tradendo una semplice quanto fondamentale intuizione “cattenea”: l’economia fondata invece sulla storia e sulla geografia dei territori.</span></span></p>
<p><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">La crisi della Fiat di Pomigliano non può prescindere dalla storia di una società, l’Alfa Romeo, e di un insediamento, l’Alfasud, figli dell’IRI e della Cassa per il Mezzogiorno; e questo epilogo (che nessuno vuole e si augura, soprattutto per le migliaia di posti di lavoro che andrebbero perduti) è solo l’ultimo atto di un secolo di manovre finanziarie ed aziendali spesso sfortunate e di interventi statali straordinari.</span></span></p>
<p><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">È una storia di anomalie, di una società salvata dallo Stato nel 1933, di uno stabilimento creato dallo Stato nel 1968, e poi svenduto alla Fiat nel 1986. In questa storia non ci sono regole di mercato: tutto è straordinario, e non si capisce come, giunti a questo punto, un mercato (in crisi) ed uno Stato (in evidente affanno) possano trovare delle risposte “ordinarie” ed indolori. </span></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/meridionale.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/meridionale.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/meridionale.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/meridionale.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/meridionale.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/meridionale.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/meridionale.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/meridionale.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/meridionale.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/meridionale.wordpress.com/117/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&blog=3198645&post=117&subd=meridionale&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://meridionale.wordpress.com/2009/02/27/lalfa-di-pomigliano-e-gli-epigoni-del-meridionalismo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/f7a0532d5f72e0be9ccc0c6f0e473ac2?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">meridionale</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://meridionale.files.wordpress.com/2009/02/alfaromeo.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">alfaromeo</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Le vite al margine (della vita e della metropoli) nelle foto di Gaetano Massa</title>
		<link>http://meridionale.wordpress.com/2009/02/20/le-vite-al-margine-della-vita-e-della-metropoli-nelle-foto-di-gaetano-massa/</link>
		<comments>http://meridionale.wordpress.com/2009/02/20/le-vite-al-margine-della-vita-e-della-metropoli-nelle-foto-di-gaetano-massa/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 10:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppepesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Camorra]]></category>
		<category><![CDATA[Casoria]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Gomorra]]></category>
		<category><![CDATA[periferie]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Saviano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://meridionale.wordpress.com/?p=106</guid>
		<description><![CDATA[Fotoreporter di provincia. I suoi scatti rifiutati dal museo d&#8217;arte contemporanea sono finiti sul sito web di Roberto Saviano, perchè Gaetano Massa sa guardare negli occhi le periferie napoletane e quelle della vita; davanti alle quali il mondo borghese ha imparato invece a volgere lo sguardo&#8230;
L’ultima mostra l’ha conclusa il mese scorso a Bologna, dove frequenta l’ultimo anno del Dams; [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&blog=3198645&post=106&subd=meridionale&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="color:#800000;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-107" title="bambini22" src="http://meridionale.files.wordpress.com/2009/02/bambini22.jpg?w=180&#038;h=120" alt="bambini22" width="180" height="120" />Fotoreporter di provincia.</strong> </span>I suoi scatti rifiutati dal museo d&#8217;arte contemporanea sono finiti sul sito web di Roberto Saviano, perchè Gaetano Massa sa guardare negli occhi le periferie napoletane e quelle della vita; davanti alle quali il mondo borghese ha imparato invece a volgere lo sguardo&#8230;<span id="more-106"></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><strong>L’ultima mostra</strong></span> l’ha conclusa il mese scorso a Bologna, dove frequenta l’ultimo anno del Dams; una rassegna voluta dall’istituto psichiatrico Minguzzi, col patrocinio di Asl e Provincia, per raccontare il disagio mentale oggi – ora e qui, tra di noi – a trent’anni dalla legge 180, la famigerata “Basaglia”, che nel 1979 chiuse le porte dei manicomi.</p>
<p><strong><span style="color:#800000;">Le fotografie di Gaetano Massa</span> </strong>raccontano le periferie della vita, oltre che delle città: scorci urbani ed umani, luoghi fisici dell’emarginazione, oltre i confini della metropoli borghese. <span style="text-decoration:underline;">Ha 27 anni, Gaetano, e viene dalla provincia di Napoli. Da Casoria, dove c’è anche un bel museo di arte contemporanea, dove però i suoi scatti non li hanno trovati interessanti. Ma si sbagliano di grosso. Perché sarà anche giovane, Gaetano, ma è proprio bravo, e non è un caso se due dei suoi lavori sono stati pubblicati sul sito internet di Roberto Saviano</span> ( <a href="http://www.robertosaviano.it">www.robertosaviano.it</a> ), autore del best-seller Gomorra.</p>
<p>A Bologna collabora per “Carta”, “Il Manifesto”, “Piazza Grande”, “Narcomafie”; ma per il primo reportage, “I vicoli di Casoria” (Carta, 2007), gli è bastato andarsene in giro per la sua città: un vecchio paese ormai saldato alle periferie napoletane, con una densità abitativa da metropoli sudamericana. Il centro storico sfregiato, le sbarre alle finestre, il colore del cemento che domina il paesaggio e le vite della gente; ma anche i soprannomi, le storie, i rigurgiti di una cultura contadina e artigiana che sopravvive ostinata, ma senza speranza. Un viaggio nel sottoproletariato urbano che Gaetano ha continuato per le strade di Casavatore, Napoli Est, Poggioreale, San Pietro a Patierno, Afragola, e per le campagne del vesuviano, per realizzare poi “Periferie napoletane: storie e segni rionali”.</p>
<p>Il suo obiettivo guarda negli occhi i ragazzini, i vecchi, le signore; e c’è un pudore ed una malinconia, in quegli occhi; c’è un esilio, una condanna da scontare, non si sa per quale colpa (hanno occhi che parlano, i ragazzini dietro le sbarre della finestra). <span style="color:#800000;"><strong>E non c’è alcun facile, abusato, torbido voyerismo del degrado, in questi scatti; che cercano solo, invece, una dignità umana che vada oltre la marginalità sociale.</strong></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/meridionale.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/meridionale.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/meridionale.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/meridionale.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/meridionale.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/meridionale.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/meridionale.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/meridionale.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/meridionale.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/meridionale.wordpress.com/106/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&blog=3198645&post=106&subd=meridionale&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://meridionale.wordpress.com/2009/02/20/le-vite-al-margine-della-vita-e-della-metropoli-nelle-foto-di-gaetano-massa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/f7a0532d5f72e0be9ccc0c6f0e473ac2?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">meridionale</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://meridionale.files.wordpress.com/2009/02/bambini22.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">bambini22</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Malacqua, un saggio sul libro che è ormai un mito</title>
		<link>http://meridionale.wordpress.com/2009/02/17/malacqua-in-arrivo-un-saggio-sul-libro-che-e-ormai-un-mito/</link>
		<comments>http://meridionale.wordpress.com/2009/02/17/malacqua-in-arrivo-un-saggio-sul-libro-che-e-ormai-un-mito/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 13:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppepesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Malacqua]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Pugliese]]></category>
		<category><![CDATA[Università "Federico II"]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://meridionale.wordpress.com/?p=15</guid>
		<description><![CDATA[Napoli, 17 feb 2009. All&#8217;Università &#8220;Federico II&#8221; si è discussa la tesi di laurea di Giuseppe Pesce in Letteratura italiana (relatore prof. Tobia R. Toscano, votazione 110/110 e lode) intitolata: &#8220;Malacqua di Nicola Pugliese, piccolo capolavoro del secondo Novecento&#8221;, uno studio che si propone di tracciare il primo profilo organico dell&#8217;opera di questo straordinario autore continuamente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&blog=3198645&post=15&subd=meridionale&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong><span style="color:#993300;"><img class="alignleft size-full wp-image-72" title="malacqua4" src="http://meridionale.files.wordpress.com/2008/03/malacqua4.jpg?w=150&#038;h=149" alt="malacqua4" width="150" height="149" />Napoli, 17 feb 2009.</span></strong> All&#8217;Università &#8220;Federico II&#8221; si è discussa la tesi di laurea di Giuseppe Pesce in Letteratura italiana (relatore prof. Tobia R. Toscano, votazione 110/110 e lode) intitolata: &#8220;Malacqua di Nicola Pugliese, piccolo capolavoro del secondo Novecento&#8221;, uno studio che si propone di tracciare il primo profilo organico dell&#8217;opera di questo straordinario autore continuamente riscoperto e dimenticato.<span id="more-15"></span></p>
<p>Giornalista prim&#8217;ancora che scrittore, uomo schivo e disincantato, sempre lontano dai &#8220;salotti buoni&#8221; della cultura, Pugliese si è ritirato da alcuni anni in un paesino dell&#8217;Irpinia. Nel 2008, un piccolo editore napoletano è riuscito a fargli pubblicare una raccolta di racconti (La Nave Nera, Compagnia dei Trovatori, Napoli 2008).</p>
<p>Ma, ad oltre trent&#8217;anni dalla sua pubblicazione, è ancora il suo romanzo a far parlare. Malacqua si è infatti trasformato in un caso letterario: un libro introvabile (Einaudi ne stia preparando una riedizione, ma non a breve) alternamente riscoperto e dimenticato, che ha vissuto una vera e propria mitizzazione, divenendo un cult per le nuove generazioni di scrittori napoletani.</p>
<p>La prima parte di questo saggio inquadra la genesi di Malacqua: il giornalista Nicola Pugliese davanti alla Napoli a cavallo degli anni Sessanta-Settanta, città problematica che si trascina le sue questioni irrisolte (prima tra tutte quella urbanistica), ma che tenta sempre scaltramente di vivere del mito della cosiddetta &#8220;napoletanità&#8221;.</p>
<p>Si ricercano, poi, le coordinate letterarie del romanzo, da subito avvicinato al &#8220;realismo magico&#8221; di Marquez, ma nel quale possono invece scorgersi ben più numerose suggestioni: dalle ambientazioni kafkiane al gaddiano &#8220;Dolore&#8221; autobiografico, al divagante monologare dei grandi del Novecento (primo tra tutti Joyce) e forse finanche l&#8217;eco della poesia di Eliot.</p>
<p>Si analizza, infine, la struttura narrativa, che risente di qualche influenza del <em>Nouveau Roman</em> (superandone però gli intenti meramente &#8220;avanguardistici&#8221;), e la scrittura di Pugliese, influenzata da Stefano D&#8217;Arrigo e singolarmente contaminata dal linguaggio burocratico.</p>
<p>La seconda parte del saggio, invece, partendo dalla vicenda editoriale di Malacqua, ripercorre le tappe dell&#8217;alterna fortuna del romanzo. Dalla fredda accoglienza tra gli scrittori napoletani, alla lenta maturazione del caso letterario, inquadrato nella perifericità di Napoli e in un &#8220;dibattito generazionale&#8221; forse non ancora adeguatamente definito.</p>
<p>Per la prima volta, sono censiti e commentati tutti i principali contributi critici su Malacqua. Dalle &#8220;prime note&#8221; di Luigi Compagnone, ad un pressoché ignorato saggio breve  del 1978; per passare, dopo il lungo silenzio degli anni Ottanta, alla ripresa del dibattito suggerita da Silvio Perrella, e portato avanti da appassionati recensori come De Core (artefice, forse, della definitiva &#8220;consegna al mito&#8221; di Malacqua e del suo autore) e Lombardi, con i suoi interventi su Repubblica. Un dibattito alimentato anche da occasionali interviste a Nicola Pugliese, personaggio elusivo e perciò forse più intrigante; e rilanciato nel 2008 dalla pubblicazione di una sua raccolta di racconti, voluta da un piccolo e perseverante editore.</p>
<p>Otto racconti nei quali si possono riconoscere altrettante &#8220;declinazioni&#8221; dell&#8217;opera maggiore, intorno ai quali la Fondazione Premio Napoli (presieduta da Silvio Perrella) ha riunito molti scrittori della <em>nouvelle vague</em> partenopea. Per i quali, Malacqua è ormai un mito.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/meridionale.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/meridionale.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/meridionale.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/meridionale.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/meridionale.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/meridionale.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/meridionale.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/meridionale.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/meridionale.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/meridionale.wordpress.com/15/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&blog=3198645&post=15&subd=meridionale&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://meridionale.wordpress.com/2009/02/17/malacqua-in-arrivo-un-saggio-sul-libro-che-e-ormai-un-mito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/f7a0532d5f72e0be9ccc0c6f0e473ac2?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">meridionale</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://meridionale.files.wordpress.com/2008/03/malacqua4.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">malacqua4</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>1861: l&#8217;inchiesta per il Sud negata</title>
		<link>http://meridionale.wordpress.com/2009/01/24/1861-linchiesta-per-il-sud-negata/</link>
		<comments>http://meridionale.wordpress.com/2009/01/24/1861-linchiesta-per-il-sud-negata/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 14:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppepesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[deputati]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[questione meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[storia di napoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://meridionale.wordpress.com/?p=92</guid>
		<description><![CDATA[Torino, 1861. Al primo Parlamento d&#8217;Italia, il deputato napoletano Francesco Proto chiese l&#8217;avvio di un&#8217;inchiesta, denunciando le gravissime violazioni con cui il Piemonte aveva intrapreso l&#8217;annessione delle province meridionali. Il testo della mozione, che anticipa di oltre un decennio i principali &#8220;nodi problematici&#8221; della riflessione meridionalistica, fece il giro d&#8217;Europa. Ma fu cancellato dalla storia ufficiale italiana.    
Il 20 [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&blog=3198645&post=92&subd=meridionale&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong><span style="color:#000080;"><img class="alignleft size-full wp-image-94" title="proto" src="http://meridionale.files.wordpress.com/2009/01/proto.jpg?w=154&#038;h=151" alt="proto" width="154" height="151" /><span style="color:#800000;">Torino, 1861.</span></span></strong> Al primo Parlamento d&#8217;Italia, il deputato napoletano Francesco Proto chiese l&#8217;avvio di un&#8217;inchiesta, denunciando le gravissime violazioni con cui il Piemonte aveva intrapreso l&#8217;annessione delle province meridionali. Il testo della mozione, che anticipa di oltre un decennio i principali &#8220;nodi problematici&#8221; della riflessione meridionalistica, fece il giro d&#8217;Europa. Ma fu cancellato dalla storia ufficiale italiana.    <span id="more-92"></span></p>
<p>Il 20 novembre 1861, al banco di presidenza del primo parlamento italiano, un deputato napoletano presentò una singolare mozione, chiedendo di votare una inchiesta parlamentare nelle province meridionali, per discutere ciò che fosse più opportuno «<em>per tenere in pace od in fede queste contrade</em>».<br />
Nella sua mozione, il deputato Francesco Proto affrontava per la prima volta &#8211; apertamente, in una sede pubblica come il parlamento &#8211; i principali nodi della recentissima unificazione politica della penisola, descrivendo i caratteri di vera e propria guerra civile che aveva assunto nel Mezzogiorno (con lo scioglimento dell&#8217;esercito, la repressione, le incongruenze dei bilanci statali) e la difficile questione dello Stato Pontificio. Il documento non fu mai letto. Proto fu anzi costretto a ritirarlo, anche se il suo gesto ebbe grande eco: ne parlarono infatti subito i giornali di Torino, e in pochi mesi il testo fu pubblicato in Italia (in opuscolo, ma anche sull&#8217;Osservatore Romano e sul Contemporaneo di Firenze); e poi l&#8217;anno dopo, tradotto, uscì addirittura in Austria, Francia, Belgio ed Inghilterra.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">La mozione di Francesco Proto è un documento importante, innanzitutto per il suo carattere di ufficialità: per quanto rifiutato dalla presidenza del parlamento, resta infatti un atto pubblico presentato da un deputato, e non una qualsiasi &#8220;memoria&#8221;, lettera o altro della vasta letteratura reazionaria dell&#8217;epoca.</span> Nonostante la retorica (è uno scritto destinato ad essere letto, e l&#8217;autore cede volentieri ai riferimenti colti), si tratta di un intervento ben documentato, che traccia tempestivamente un &#8220;quadro problematico&#8221; destinato ad esplodere negli anni seguenti, divenendo il fulcro della riflessione meridionalista.<br />
Ma interessante è soprattutto il profilo del Proto, che non era &#8211; come si potrebbe facilmente pensare &#8211; un reazionario filo-borbonico: era anzi un liberale che aveva creduto nei moti del 1848, aveva patito l&#8217;esilio, era continuamente sospettato di cospirazioni; e nonostante preferisse l&#8217;ipotesi federale, aveva creduto anche a Vittorio Emanuele re d&#8217;Italia. Eppure, fu il primo a denunciare le incongruenze e gli abusi della politica savoiarda.</p>
<p><span style="color:#000080;"><strong><span style="text-decoration:underline;">NOTA: </span></strong></span>è in preparazione una edizione critica annotata della mozione di Francesco Proto, con un saggio introduttivo ed un&#8217;appendice che traccia profilo letterario dell&#8217;autore (scrittore prolifico e drammaturgo, conosciuto soprattutto per i suoi epigrammi).</p>
<p>Nell&#8217;immagine in alto: Francesco Proto, duca di Maddaloni (da PROTO, F., <em>Epigrammi</em>, Pierro, Napoli 1894)</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/meridionale.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/meridionale.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/meridionale.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/meridionale.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/meridionale.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/meridionale.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/meridionale.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/meridionale.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/meridionale.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/meridionale.wordpress.com/92/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&blog=3198645&post=92&subd=meridionale&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://meridionale.wordpress.com/2009/01/24/1861-linchiesta-per-il-sud-negata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/f7a0532d5f72e0be9ccc0c6f0e473ac2?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">meridionale</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://meridionale.files.wordpress.com/2009/01/proto.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">proto</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>La provincia addormentata e l&#8217;hinterland in coma</title>
		<link>http://meridionale.wordpress.com/2009/01/06/ai-confini-della-provincia-addormentata-e-dellhinterland-in-coma/</link>
		<comments>http://meridionale.wordpress.com/2009/01/06/ai-confini-della-provincia-addormentata-e-dellhinterland-in-coma/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 12:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppepesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Camorra]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Napoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://meridionale.wordpress.com/?p=59</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;informazione indifferente. Nella provincia addormentata la vita di ogni giorno è un incubo ad occhi aperti, e la cronaca si è fermata da anni alle veline della questura e dei carabinieri: trafiletti di nera e carrellate di monnezza, qualche pistolettata. Ma nessuno parla più dei problemi, della dismissione industriale, dell&#8217;illusorio benessere dei centri commerciali, dell&#8217;infima [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&blog=3198645&post=59&subd=meridionale&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="color:#800000;"><strong><img class="alignright size-full wp-image-115" title="vecchio33" src="http://meridionale.files.wordpress.com/2009/01/vecchio33.jpg?w=137&#038;h=230" alt="vecchio33" width="137" height="230" />L&#8217;informazione indifferente.</strong> </span>Nella provincia addormentata la vita di ogni giorno è un incubo ad occhi aperti, e la cronaca si è fermata da anni alle veline della questura e dei carabinieri: trafiletti di nera e carrellate di monnezza, qualche pistolettata. Ma nessuno parla più dei problemi, della dismissione industriale, dell&#8217;illusorio benessere dei centri commerciali, dell&#8217;infima qualità della politica, della speculazione edilizia che divora ogni area disponibile, sfregia per sempre i centri storici.</p>
<p>(Foto di <strong>Gaetano Massa</strong>)</p>
<p><span id="more-59"></span><span style="color:#800000;"><strong>Il futuro che non c&#8217;è. </strong></span>Ho scritto dei saggi sulla storia dell&#8217;entroterra, ma non saprei dire una parola del futuro. Perché aveva ragione Aldo Masullo (in un convegno, qualche tempo fa): molte di queste città non esistono più, sono solo Napoli sotto altro nome, estrema propaggine della metropoli, periferia della periferia. I paesi vivono solo negli occhi stanchi dei vecchi, ancora abituati a riconoscere tutti dall&#8217;appartenenza alle famiglie della zona. Ma per il resto, sono solo chilometri di palazzi lungo le Statali; i luoghi della città non esistono più: gli orti sono scomparsi, le fabbriche hanno chiuso, gli antichi palazzi sono sfregiati, abbattuti, abbandonati. Resiste solo qualche chiesa, e qualche parroco che ha sempre la porta aperta. Ma loro non sono lo Stato, che l&#8217;hinterland invece l&#8217;ha abbandonato (dopo averlo sedotto prima con le fabbriche della Cassa del Mezzogiorno, ed ora con i centri commerciali).</p>
<p>Democrazia e partecipazione sono chimere: il pantano della politica è pieno di mestieranti che non hanno idee né progetti, pronti a promettere ancora licenze ai palazzinari e improbabili posti di lavoro ai disoccupati, tanto disperati da crederci. I giovani, se ci riescono, scappano. Gli operai stanchi e gli impiegati stressati, i santi e i mariuncielli, i nullafacenti e i professionisti, la sera tornano a casa pensando di essere stati fortunati, perchè gli andata bene un altro giorno in mezzo a questo inferno. <span style="color:#800000;">E in questa indifferenza, muore la citta, l&#8217;hinterland, la provincia. <strong>E su questa indifferenza, la camorra costruisce il suo impero.</strong></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">Foto di <strong>Gaetano Massa</strong></span></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/meridionale.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/meridionale.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/meridionale.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/meridionale.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/meridionale.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/meridionale.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/meridionale.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/meridionale.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/meridionale.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/meridionale.wordpress.com/59/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&blog=3198645&post=59&subd=meridionale&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://meridionale.wordpress.com/2009/01/06/ai-confini-della-provincia-addormentata-e-dellhinterland-in-coma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/f7a0532d5f72e0be9ccc0c6f0e473ac2?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">meridionale</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://meridionale.files.wordpress.com/2009/01/vecchio33.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">vecchio33</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Oversea, arte (senza conflitti) del Mediterraneo</title>
		<link>http://meridionale.wordpress.com/2009/01/05/oversea-arte-del-mediterraneo-senza-conflitti-e-senza-confini/</link>
		<comments>http://meridionale.wordpress.com/2009/01/05/oversea-arte-del-mediterraneo-senza-conflitti-e-senza-confini/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 19:32:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppepesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Casoria]]></category>
		<category><![CDATA[questione palestinese]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://meridionale.wordpress.com/?p=20</guid>
		<description><![CDATA[
Dic 2008-feb 2009: al CAM &#8211; Casoria Contemporary Art Museum, una mostra da vedere, con 25 artisti del Mediterraneo. Manca però l&#8217;originale dell&#8217;opera palestinese, bloccata dalle autorità nazionali (insieme all&#8217;autore, che vive nella Striscia di Gaza) perchè ritenuta provocatoria&#8230;
Quando l&#8217;artista greca Maria Dimaki ha letto &#8220;Macedonia&#8221; accanto al nome di Sergej Andreevsky, ha protestato, obiettando subito [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&blog=3198645&post=20&subd=meridionale&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="size-full wp-image-21    alignleft" title="oversea" src="http://meridionale.files.wordpress.com/2008/12/oversea.gif?w=142&#038;h=138" alt="oversea" width="142" height="138" /></p>
<p><strong><span style="color:#800000;">Dic 2008-feb 2009:</span> </strong>al<strong> </strong>CAM<strong> &#8211; </strong><em>Casoria Contemporary Art Museum</em>, una mostra da vedere, con 25 artisti del Mediterraneo. Manca però l&#8217;originale dell&#8217;opera palestinese, bloccata dalle autorità nazionali (insieme all&#8217;autore, che vive nella Striscia di Gaza) perchè ritenuta provocatoria&#8230;<span id="more-20"></span></p>
<p>Quando l&#8217;artista greca Maria Dimaki ha letto &#8220;Macedonia&#8221; accanto al nome di Sergej Andreevsky, ha protestato, obiettando subito che la Macedonia non è uno stato. E l&#8217;israeliano Shatar ha storto un po&#8217; il naso, alla notizia che accanto a lui avrebbe esposto anche il palestinese Mohamed Al-Awajri.</p>
<p>Al direttore del museo di arte contemporanea di Casoria (CAM) è toccato così di fare anche il &#8220;diplomatico&#8221;: «Questo evento promuove l&#8217;arte per superare i confini, non per dividere ed accendere le solite polemiche» spiega infatti Antonio Manfredi, curatore di &#8220;Oversea &#8211; Art from Mediterranean&#8221;, kermesse che unisce pittura, fotografia, video, musica, performance, aperta al pubblico fino al prossimo 20 febbraio.</p>
<p>Nell&#8217;arte che supera conflitti e confini ci crede davvero Manfredi, napoletano dal lungo curriculum, che gira da anni il mondo da levante ad occidente, seminando le sue opere da Ground Zero di NY alle piazze della Cina, e stringendo centinaia di contatti. Dai quali nascono poi gli eventi proposti dal CAM (3mila mq di esposizione permanente, un patrimonio di un migliaio di opere di artisti di tutto il mondo), museo nato nel 2005 a Casoria, paesone dall&#8217;identità scolorita, tra le periferie metropolitana e la provincia afragolese.</p>
<p>Ad &#8220;Oversea&#8221; mancherà l&#8217;opera originale del palestinese Al-Awajri, bloccata dalle autorità nazionali, che hanno anche impedito all&#8217;artista di lasciare la Striscia di Gaza, dove vive. Ma l&#8217;arte unisce e supera i confini. E il primo messaggio di solidarietà, Al-Awajri l&#8217;ha ricevuto da un altro israeliano che partecipa alla mostra, Shara Sivan.</p>
<p>L&#8217;opera realizzata dal palestinese per l&#8217;evento di Casoria, ritenuta provocatoria nel suo paese, è stata inviata per e-mail e stampata su un manifesto, e sarà comunque esposta. È un dipinto dai colori caldi, con delle figure umane centrali avvolte ed &#8220;accerchiate&#8221; dalla scrittura araba: «una scrittura tendenzialmente decorativa &#8211; spiega Al-Awajri &#8211; che nella storia si è sostituita alla rappresentazione umana, che invece ritorna in questo dipinto; le figure appaiono circondate e avvolte dalla parola, come un vortice che le contiene e ne definisce le ideologie e il sentire».</p>
<p>La mostra (che propone anche il videoclip del percussionista Ciccio Merolla &#8220;Femmena boss&#8221;, regia di Toni d&#8217;Angelo) sono presenti 25 opere di artisti provenienti dalle diverse aree del Mediterraneo, dalla Spagna ai paesi dell&#8217;Est, dalla Tunisia fino al Medio Oriente. &#8220;Oversea&#8221; si propone di gettare uno sguardo sulle espressioni artistiche di questo crogiolo di nazioni, popoli e culture: diverse, ma non distanti, perché unite dal &#8220;mare -di-mezzo&#8221;, attraverso il quale viaggiano da secoli suoni, lingue, colori. Che, per fortuna, non conoscono conflitti né confini.</p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Nell&#8217;immagine: </strong><em>l&#8217;opera provocatoria di Al-Awajri</em></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/meridionale.wordpress.com/20/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/meridionale.wordpress.com/20/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/meridionale.wordpress.com/20/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/meridionale.wordpress.com/20/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/meridionale.wordpress.com/20/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/meridionale.wordpress.com/20/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/meridionale.wordpress.com/20/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/meridionale.wordpress.com/20/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/meridionale.wordpress.com/20/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/meridionale.wordpress.com/20/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&blog=3198645&post=20&subd=meridionale&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://meridionale.wordpress.com/2009/01/05/oversea-arte-del-mediterraneo-senza-conflitti-e-senza-confini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/f7a0532d5f72e0be9ccc0c6f0e473ac2?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">meridionale</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://meridionale.files.wordpress.com/2008/12/oversea.gif" medium="image">
			<media:title type="html">oversea</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Malacqua di Nicola Pugliese, il Gadda napoletano</title>
		<link>http://meridionale.wordpress.com/2009/01/05/malacqua-di-nicola-pugliese-il-gadda-napoletano/</link>
		<comments>http://meridionale.wordpress.com/2009/01/05/malacqua-di-nicola-pugliese-il-gadda-napoletano/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 14:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppepesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Gadda]]></category>
		<category><![CDATA[Malacqua]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Pugliese]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://meridionale.wordpress.com/2008/03/18/malacqua-di-nicola-pugliese-il-gadda-napoletano/</guid>
		<description><![CDATA[Adesso, quando piove, si ripara. Ha smesso di guardare fuori, Nicola Pugliese, autore a metà degli anni Settanta di un libro straordinario, continuamente riscoperto e dimenticato, costruito proprio intorno alla pioggia &#8220;che cade e cade&#8220;.


Malacqua &#8211; è questo il titolo del libro &#8211; fu pubblicato dalla Einaudi alla fine di giugno del 1977. Era stato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&blog=3198645&post=4&subd=meridionale&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="color:#800000;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-72" title="malacqua4" src="http://meridionale.files.wordpress.com/2008/03/malacqua4.jpg?w=168&#038;h=167" alt="malacqua4" width="168" height="167" />Adesso, quando piove, si ripara.</strong> <span style="color:#000000;">Ha smesso di guardare fuori, Nicola Pugliese, autore a metà degli anni Settanta di un libro straordinario, continuamente riscoperto e dimenticato, costruito proprio intorno alla pioggia &#8220;<em>che cade e cade</em>&#8220;.</span><br />
</span></p>
<p><span id="more-4"></span><br />
<em>Malacqua</em> &#8211; è questo il titolo del libro &#8211; fu pubblicato dalla Einaudi alla fine di giugno del 1977. Era stato Italo Calvino, autorevole consulente della casa editrice torinese, a leggere la prima versione dattiloscritta del romanzo. E a richiedere all&#8217;autore delle modifiche, apportate, e poi altre ancora, questa volta rifiutate. Pugliese aveva posto il suo aut-aut: o così, o niente. E alla fine, il libro fu stampato come era uscito dalla penna &#8211; anzi, dalla Olivetti &#8211; dell&#8217;autore.</p>
<p>Malacqua offre interessanti spunti di riflessione critica, perché è un frutto solitario nel panorama letterario italiano &#8211; e meridionale &#8211; sotto diversi punti di vista. È infatti un riuscitissimo anti-romanzo, costruito con un&#8217;ottima padronanza della lingua, frutto di suggestioni cronachistiche e riconducibile a varie coordinate letterarie.<br />
Ma forse, più di tutto, seppure senza alcuna diretta dipendenza imitativa, l&#8217;opera di Pugliese ha qualcosa di un Gadda (così come per Cecchi, Gadda aveva «<em>qualche cosa di un Joyce</em>» ), al punto che lo stile e gli intendimenti di Malacqua potrebbero definirsi &#8220;Gaddiano-rientrati&#8221;.<br />
Non parliamo, qui, dell&#8217;inarrivabile laboratorio linguistico del Gran Lombardo, sprone del cimento di autori come Arbasino e Manganelli.</p>
<p>Il pastiche di lemmi (di lingue, di voci) di Gadda, in Pugliese si trasforma piuttosto in un pastiche logico, di pensieri, sulla scia della grande tradizione novecentesca europea di Musil e Joyce, Proust e Kafka.<br />
Sensazioni, sentimenti, descrizioni, dialoghi, ragionamenti si aggrumano, così, in una &#8220;cronaca-verbale&#8221; di «quattro giorni di pioggia nella città di Napoli», infilati con una suspense da racconto giallo, «in attesa che si verifichi un Accadimento straordinario». Come nel Pasticciaccio di Gadda, il giallo resterà senza soluzione, confermando che la possibilità di chiarire tutti i nessi di una vicenda, di trovare una soluzione unica ed inconfutabile, è solo un&#8217;illusione, in un mondo complesso, confuso e sfaccettato come quello reale.</p>
<p>Ma questa dura constatazione, che lascia parziali ed incompiute le opere di Gadda, non ferma Pugliese, che riesce invece a superarla, aiutato certo dalla materia stessa del racconto: il genius loci di Napoli. Ovvero la contraddizione, la straziante convivenza della natura con la propria storicizzazione. Come dice nelle prime pagine del libro, di «<em>tutta questa vita che se ne scivola via</em>» e della gente che «<em>vive interminabilmente, giorno su giorno</em>» .<br />
Quel &#8220;dolore&#8221; a cui l&#8217;ingegnere Gonzalo Pirobutirro &#8211; protagonista autobiografico della Cognizione del dolore &#8211; si avvicina, di cui assume lentamente contezza, è lo stesso sentimento, forte e confuso, del giornalista Andreoli Carlo, altrettanto autobiografico protagonista di Malacqua. Per lui e per gli altri abitanti di Napoli, però, il dolore ha la forma di un miraggio: l&#8217;attesa, tra speranza e timore, che «certo qualche accadimento straordinario si sarebbe verificato, in qualche luogo della città» . Così, nei quattro giorni di pioggia, i castelli risuonano di gemiti strazianti, vengono ritrovate tre inquietanti bambole, il mare insegue gli scugnizzi nei bassi, le monetine di cinque lire prendono a suonare.</p>
<p>Pugliese racconta questi episodi fantastici senza inventarsi alcuna &#8220;tregua&#8221;, senza il bisogno di ricorrere ad alcuna sospensione del tempo e della storia: gli eventi incantati accadono negli stessi giorni in cui sprofondano strade e crollano palazzi, uomini e donne muoiono, mentre altri continuano uguale la propria vita.</p>
<p>È la conferma che la materia della fabula è proprio Napoli in quanto &#8220;topos di contraddizione&#8221;, spazio-tempo in cui, per un atroce scherzo dionisiaco, convivono gioco e morte.<br />
Il dolore, così, non rumina più nello stomaco (come accadeva a Gadda-Gonzalo) ma rigurgita alla bocca, come il vino all&#8217;ebbro. Scrive Pugliese: «quell&#8217;accadimento tremendo sarebbe giunto, oh certo, sarebbe giunto, era ciascuno pronto a giurarci, e delle cose avrebbe mutato ogni prospettiva. Per queste strade nascoste umide della città altro non sopravviveva che l&#8217;attesa, e provvisorietà sconcertante infida scendeva a incidere i pensieri e niente scampava, niente tranne che questo senso disperato e triste che adesso probabilmente ogni cosa sarebbe mutata».</p>
<p>C&#8217;è una vertigine, nelle pagine di Malacqua, che è la stessa che turba la popolazione napoletana. Che agita fantasie e miserie, e le impedisce di accettare del tutto i moderni ritmi urbani e borghesi. In una parola, la Sto-ria.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/meridionale.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/meridionale.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/meridionale.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/meridionale.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/meridionale.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/meridionale.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/meridionale.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/meridionale.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/meridionale.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/meridionale.wordpress.com/4/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&blog=3198645&post=4&subd=meridionale&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://meridionale.wordpress.com/2009/01/05/malacqua-di-nicola-pugliese-il-gadda-napoletano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/f7a0532d5f72e0be9ccc0c6f0e473ac2?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">meridionale</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://meridionale.files.wordpress.com/2008/03/malacqua4.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">malacqua4</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Il lungo inverno della politica e degli amministratori napoletani</title>
		<link>http://meridionale.wordpress.com/2009/01/03/il-lungo-inverno-della-politica-e-degli-amministratori-napoletani/</link>
		<comments>http://meridionale.wordpress.com/2009/01/03/il-lungo-inverno-della-politica-e-degli-amministratori-napoletani/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 12:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppepesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[comune di napoli]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Terremoto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://meridionale.wordpress.com/2008/12/19/il-lungo-inverno-della-politica-e-degli-amministratori-napoletani/</guid>
		<description><![CDATA[Napoli, 23 nov 1980: davanti al terremoto, ci si sforzava ancora di trovare una risposta ai bisogni della gente; il racconto di Osvaldo Cammarota, consigliere delegato ai senzatetto tra 1977-1983, (l’avventura con Valenzi, le brigate rosse, le manganellate insieme a Geremicca…) e una spalla di considerazioni sull’attuale emergenza…
La politica si è allontanata dalla gente? Non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&blog=3198645&post=13&subd=meridionale&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong><span style="color:#800000;"><img class="alignleft size-full wp-image-81" title="mattino1980" src="http://meridionale.files.wordpress.com/2008/12/mattino1980.jpg?w=144&#038;h=144" alt="mattino1980" width="144" height="144" />Napoli, 23 nov 1980:</span></strong> davanti al terremoto, ci si sforzava ancora di trovare una risposta ai bisogni della gente; il racconto di Osvaldo Cammarota, consigliere delegato ai senzatetto tra 1977-1983, (l’avventura con Valenzi, le brigate rosse, le manganellate insieme a Geremicca…) e una spalla di considerazioni sull’attuale emergenza…<span id="more-13"></span></p>
<p>La politica si è allontanata dalla gente? Non basta. Al solito refrain si potrebbe aggiungere una riflessione ben più preoccupante: «la politica sta allontanando la gente dallo Stato». Lo pensa, in questo lungo inverno dell’emergenza napoletana, Osvaldo Cammarota, uno dei protagonisti della più tragica emergenza vissuta dalla città negli ultimi trent’anni. Quando la terrà tremò, il 23 novembre del 1980, lui non era seduto su una poltrona che scottava, ma su un barile di polvere da sparo: era il consigliere comunale delegato ai problemi dei senzatetto. E del terremoto non ricorda solo le macerie, ma anche l’impegno, gli sforzi della politica e degli amministratori napoletani, per dare una risposta ai problemi della gente. «Mentre oggi ci troviamo di fronte ad un’emergenza creata dall’inefficienza della politica e della pubblica amministrazione».<br />
Il racconto di Cammarota &#8211; che si è occupato dei senzatetto dal 1977 al 1983 &#8211; è prezioso, perché il terremoto dell’Ottanta rischia di restare ascritto negli annali napoletani solo per le vergognose vicende della ricostruzione. Mentre è stato anche un banco di prova importante per la sinistra napoletana e per il &#8220;sindaco-galantuomo&#8221; Maurizio Valenzi.<br />
«A portare Valenzi alla guida della città nel 1975 non fu forse solo il clima politico, ma anche una nuova fiducia nel PCI, che qualche anno prima si era mobilitato per far fronte ad un’altra grande emergenza, il colera del 1973, davanti alla quale gli amministratori napoletani si erano dileguati».<br />
A quelle elezioni, Cammarota, giovane militante di appena vent’anni, aveva preso 3.500 voti. Non erano bastati per essere eletto, ma andava orgoglioso che in un seggio di Posillipo aveva addirittura battuto Achille Lauro. Entrò in consiglio comunale due anni dopo, nel 1977, quando il partito fece dimettere Di Meo, il consigliere delegato ai senzatetto che aveva assegnato una casa ad una sua commarella. La delega passò così nelle sue mani, che a 22 anni era il più giovane a sedere in consiglio comunale.<br />
Sfrattati, sgomberati per crolli, baraccati, senzacasa del dopoguerra accampati sul tetto dell’albergo dei poveri di piazza Carlo terzo: a Napoli erano stimate 10mila famiglie di senzatetto. Per la prima volta fu realizzata una anagrafe, e il numero reale scese a 1.700 famiglie. Molte di meno, ma comunque molte. Fu aggiornata la graduatoria, e il comune stanziò una trentina di miliardi per acquistare circa 170 case.<br />
Sembrava l’inizio di una soluzione, ma nel 1980 la situazione precipitò. Perché il terremoto diede il colpo finale ad un patrimonio immobiliare vetusto e cadente (buona parte dei senzatetto provenivano da edifici sgomberati che già prima minacciavano di crollare!) e i numeri si impennarono: 35mila famiglie, più di 80mila persone senza casa.<br />
L’episodio più drammatico fu il crollo di un palazzo delle Case Popolari in via Marina. Gli “spezzoni” di famiglie sopravvissuti furono alloggiati provvisoriamente su una nave ancorata nel porto, e poi sistemati nelle case dei senzatetto, ignorando la graduatoria. Cammarota finì sotto processo per abuso di potere, abuso d’ufficio e peculato per distrazione. Ma fu prosciolto in istruttoria. Si difese da solo, mostrando al giudice il telegramma del prefetto Zamberletti, che gli chiedeva di fronteggiare in questo modo l’emergenza.<br />
Intanto, le Brigate rosse soffiavano sul malcontento dei napoletani. E per la sua attività istituzionale, Cammarota era considerato un “controrivoluzionario”. Nel 1981, quando in un covo delle br fu ritrovata la lista dei suoi spostamenti, gli fu assegnata persino la scorta. I brigatisti, che avevano rapito l’assessore Cirillo, chiedevano la requisizione delle case sfitte per i senzatetto. Il democristiano Zamberletti diede il potere al sindaco Valenzi, che attivò l’assessore Luigi Imbimbo e Cammarota: «tra le macerie, le br tentavano di accreditarsi chiedendo un’azione scontata, che era l’unica possibile, perché la drammaticità della situazione non lasciava alternativa».<br />
Tra gli edifici requisiti c’erano quelli dell’imprenditore Sagliocco, che ricorse alla magistratura e riuscì ad ottenere lo sgombero di un palazzo di via Pigna.<br />
Scortato dalla Digos, Cammarota andò a sedare gli animi insieme ad Andrea Geremicca. Li accolsero i poliziotti della Celere, che li caricarono e li mandarono all’ospedale. Lo Stato era andato in corto circuito: gli amministratori impegnati a risolvere i problemi della gente venivano presi a manganellate dalla polizia che doveva eseguire uno sgombero disposto dalla magistratura.<br />
Nel 1983 Cammarota fu “promosso” assessore al patrimonio, lasciando in altre mani i problemi dei senzatetto (si preparava la grande stagione d’oro della ricostruzione).<br />
Molti anni dopo, al comune di Ercolano, dove lavorava al patto territoriale del “Miglio d’oro”, un suo collaboratore gli confidò: «facevo parte del commando delle br che ti doveva sparare».</p>
<p><strong>(sulla degenerazione della democrazia…)</strong></p>
<p>Secondo Cammarota, trent’anni fa, davanti all’emergenza dei senzatetto (esplosa poi con il terremoto del 1980), la politica si impegnava ancora a mediare tra i bisogni della gente e il mercato, il potere economico. Nella vicenda dei rifiuti, invece, politica e amministratori non hanno svolto (e non svolgono) alcuna mediazione. Sono stati accondiscendenti con i poteri economici, ed hanno alimentato demagogicamente la protesta per gestire gli aiuti finanziari.<br />
«La politica non si sforza più di risolve i problemi della gente, ma si sta trasformando sempre di più in un corpo parassitario, addirittura dannoso per la società».<br />
Non è una questione di responsabilità individuali, ma un processo degenerativo della democrazia italiana: «Siamo passati dalla democrazia delegata al consociativismo degli anni Settata, poi al decisionismo craxiano ed infine al leaderismo berlusconiano-bassoliniano».<br />
Una parabola che ha allontanato la gente dalla politica. Anzi, di più. Sta allontanando la gente dallo Stato. «La soluzione è nella partecipazione. Ma è una strada tutta in salita».</p>
<p><strong>Nella foto:</strong> <em>La prima pagina de &#8220;Il Mattino&#8221; del 24 novembre 1980</em></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/meridionale.wordpress.com/13/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/meridionale.wordpress.com/13/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/meridionale.wordpress.com/13/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/meridionale.wordpress.com/13/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/meridionale.wordpress.com/13/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/meridionale.wordpress.com/13/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/meridionale.wordpress.com/13/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/meridionale.wordpress.com/13/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/meridionale.wordpress.com/13/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/meridionale.wordpress.com/13/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&blog=3198645&post=13&subd=meridionale&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://meridionale.wordpress.com/2009/01/03/il-lungo-inverno-della-politica-e-degli-amministratori-napoletani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/f7a0532d5f72e0be9ccc0c6f0e473ac2?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">meridionale</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://meridionale.files.wordpress.com/2008/12/mattino1980.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">mattino1980</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Perchè al Sud è più difficile innovare P.A. e comunicazione</title>
		<link>http://meridionale.wordpress.com/2009/01/03/perche-al-sud-e-piu-difficile-innovare-pa-e-comunicazione/</link>
		<comments>http://meridionale.wordpress.com/2009/01/03/perche-al-sud-e-piu-difficile-innovare-pa-e-comunicazione/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 09:45:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppepesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione Pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 150/2000]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio Stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://meridionale.wordpress.com/?p=6</guid>
		<description><![CDATA[Politica, comunicazione e propaganda. L’innovazione della Pubblica Amministrazione locale incontra, nel Mezzogiorno, mezzo secolo di problemi arretrati. Oltre cinquant’anni di ambiguità e di miopia, di cattive abitudini mai totalmente dismesse, in un “giuoco delle parti” che coinvolge lo Stato centrale da una parte, e classe politica e dirigente del Sud dall’altra.

Il primo problema è la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&blog=3198645&post=6&subd=meridionale&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong><img class="alignright size-full wp-image-47" title="votantonio" src="http://meridionale.files.wordpress.com/2008/04/votantonio.jpg?w=157&#038;h=143" alt="votantonio" width="157" height="143" /><span style="color:#800000;">Politica, comunicazione e propaganda.</span></strong><span style="color:#800000;"> </span>L’innovazione della Pubblica Amministrazione locale incontra, nel Mezzogiorno, mezzo secolo di problemi arretrati. Oltre cinquant’anni di ambiguità e di miopia, di cattive abitudini mai totalmente dismesse, in un “giuoco delle parti” che coinvolge lo Stato centrale da una parte, e classe politica e dirigente del Sud dall’altra.<br />
<span id="more-6"></span></p>
<p><strong>Il primo problema è la falsa sussidiarietà dei fondi pubblici.</strong> Dalla Cassa per il Mezzogiorno ai commissariati straordinari inaugurati dal terremoto del 1980, fino alla gestione dei fondi europei, le risorse definite come “sussidiarie”, nel Sud hanno spesso sopperito gli endemici deficit della PA. Non hanno affiancato, ma praticamente sostituito le risorse ordinarie.</p>
<p>Troppo spesso, venuto meno il cosiddetto “aiuto esterno”, è finito anche il servizio creato (come gli uffici stampa della Città del fare cancellati per limiti di bilancio); oppure, sono nati “servizi imperfetti”, come le centinaia di siti web istituzionali non aggiornati che si incontrano in rete. È una situazione paradossale quanto notoria, da questione meridionale, da manuale di storia contemporanea. Eppure non è stata ancora risolta.</p>
<p><strong>Tutto diventa più complicato, poi, se si parla di comunicazione pubblica.</strong> Perché entrano in gioco le “cattive abitudini” della politica, e il fragile mercato editoriale del Mezzogiorno. Qui le realtà editoriali solide sono poche. Sempre più scarse le possibilità di essere assunti in una redazione. E il precariato espone giornalisti e pubblicisti, soprattutto i più giovani, alle proposte della politica. Un ufficio stampa comunale è una buona opportunità, anche se solo per qualche anno. Ma troppo spesso il requisito fondamentale per lavorarci non è la professionalità, con la stima e la fiducia che può ispirare. Basta, molto più semplicemente, la fedeltà.</p>
<p>Quella che dovrebbe essere la “voce istituzionale” di una PA, finisce così per propagandare progetti e curare l’immagine della politica. Svolgendo di fatto le oneste funzioni di un Portavoce (figura pure prevista dalla Legge 150/2000, ma non riservata ai giornalisti). Il dialogo tra amministratori e amministrati ne esce falsato, la trasparenza offesa. E poi c’è l’altra possibilità: affidare un ufficio stampa ad un giornalista conosciuto (spesso indirettamente, attraverso qualche “testa di legno”) per assicurarsi visibilità su carta stampata e televisioni locali. Aggirando le prescrizioni della Legge e calpestando la deontologia professionale.</p>
<p>Tra queste ambiguità &#8211; beninteso, non solo meridionali &#8211; continua a naufragare la corretta applicazione della 150/2000.</p>
<p> </p>
<p><strong>Questa analisi-riflessione</strong>, ancora di fondamentale attualità, è stata oggetto della relazione di Giuseppe Pesce al COM.P.A. 2007, il Salone Europeo della Comunicazione Pubblica svoltosi a Bologna ai primi di novembre del 2007.</p>
<p>All&#8217;evento, Pesce ha presentato insieme al collega Carlo Cristarelli l&#8217;<em>Ufficio Stampa Associato Città del fare</em>, un progetto finanziato con oltre 500mila euro di fondi europei, che ha garantito tra 2004-2006 il servizio di ufficio stampa istituzionale in dieci Comuni della provincia di Napoli (Acerra, Afragola, Brusciano, Caivano, Cardito, Casalnuovo, Castello di Cisterna, Crispano, Mariglianella, Pomigliano d&#8217;Arco).</p>
<p>Il progetto realizzato e curato dai due giornalisti napoletani, nonostante la qualità del servizio e gli unanimi apprezzamenti a livello locale e nazionale, si è concluso alla fine del 2006 perchè dopo il finanziamento europeo non ha trovato il necessario sostegno economico dei Comuni interessati.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/meridionale.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/meridionale.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/meridionale.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/meridionale.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/meridionale.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/meridionale.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/meridionale.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/meridionale.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/meridionale.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/meridionale.wordpress.com/6/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&blog=3198645&post=6&subd=meridionale&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://meridionale.wordpress.com/2009/01/03/perche-al-sud-e-piu-difficile-innovare-pa-e-comunicazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/f7a0532d5f72e0be9ccc0c6f0e473ac2?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">meridionale</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://meridionale.files.wordpress.com/2008/04/votantonio.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">votantonio</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>