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		<title>Il mare non bagna Casoria</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 10:59:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppepesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
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		<description><![CDATA[ Hanno scritto che Casoria avrebbe infangato Berlusconi, che è il simbolo del &#8220;marchio infame&#8221; della provincia di Napoli. Ma nessuno è venuto a raccontare che questa provincia è solo una periferia &#8211; politica e urbana, sociale e antropologica - del &#8220;Napolicentrismo&#8221;. Nessuno è venuto a vedere perchè, davvero, il mare non bagna Casoria. La vedi entrando nel porto di Napoli: un rettangolo verde [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&amp;blog=3198645&amp;post=139&amp;subd=meridionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span style="color:#993300;"><a href="http://meridionale.files.wordpress.com/2010/01/regilagni1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-142" title="regilagni" src="http://meridionale.files.wordpress.com/2010/01/regilagni1.jpg?w=157&#038;h=210" alt="" width="157" height="210" /></a> Hanno scritto che Casoria avrebbe infangato Berlusconi, che è il simbolo del &#8220;marchio infame&#8221; della provincia di Napoli. Ma nessuno è venuto a raccontare che questa provincia è solo una periferia &#8211; politica e urbana, sociale e antropologica - del &#8220;Napolicentrismo&#8221;. Nessuno è venuto a vedere perchè, davvero, il mare non bagna Casoria.</span></em></strong></p>
<p>La vedi entrando nel porto di Napoli: un rettangolo verde alle pendici del Vesuvio, che è il parco della reggia del Borbone; il lungomare sfregiato dalla ferrovia vista-mare, che fu la prima ferrovia d’Italia. Portici è un pezzo di storia, eppure la storia le ha voltato la faccia. Perché Noemi Letizia, la ragazza di Portici che ha scompaginato le cronache della scorsa primavera, è stata subito per tutti “la ragazza di Casoria”. Tutta colpa della location della festa: un locale sulla circumvallazione esterna, dove una sera di aprile è arrivato nientemeno che Silvio Berlusconi in persona a farle gli auguri per i suoi diciott’anni. Ed è montato il caso bollente dell’estate: il “Noemi-gate”. A Casoria sono arrivati gli inviati in cerca di storie da raccontare, le troupe televisive a caccia di chissà quali scorci. Perché qui non c’è granché da filmare. A Casoria non c’è il mare. E allora questa cittadina è diventata subito un simbolo facile: del degrado che attanaglia Napoli, dell’hinterland che soffoca la metropoli. <span id="more-139"></span></p>
<p>Un importante storico come Paolo Macry ha parlato addirittura del «marchio infame di Casoria» (che poi sarebbe il marchio infame della provincia). Comunque sia, dalle pagine di giornale ai post dei blog, dalle inchieste dei magazine ai servizi televisivi, questo sobborgo si è trasformato in una piccola bolgia, luogo di degrado fisico e morale, urbanistico e sociale. Ai primi di novembre, «Exit» (la trasmissione di Ilaria D’Amico su La7) ha ambientato a Casoria una puntata intitolata «Italia disorientata». Lamenti neomelodici e ragazze con velleità di attrici, di “troniste” e “corteggiatrici”. Giovani seduti al bar senza arte né parte, senza scuola e senza lavoro. L’illegalità quotidiana (in tre sul motorino senza casco) e il modello del boss, imitato da improbabili attori. A Casoria: «una zona d’Italia infelice», come dice Vittorio Feltri.</p>
<p>Certo, Casoria è anche questo. Ma non è solo questo. E lo sa bene chi ci vive e ci è sempre vissuto. Il mare non bagna Casoria. Ma il degrado di questa cittadina, esposta da mesi al saccheggio dei mass-media, non è solo un fatto geografico, ovvero locale, provinciale. È un fatto storico, che ha qualcosa a che fare con lo sviluppo (senza progresso) di una grande città come Napoli. Traffico, micro (e macro) criminalità, disastro ambientale, congestione edilizia, e tutte le conseguenze antropo-sociologiche connesse: i problemi di Casoria sono in realtà i problemi di Napoli, che nei decenni la metropoli ha preferito decentrare geograficamente, anziché risolvere. È una ‘metropoli imperfetta’, Napoli, che ha costruito (e continua a progettare) il proprio sviluppo a discapito della provincia, che sta trasformando in una sterminata periferia.</p>
<p>L’hinterland è l’altra metà del cosiddetto ‘Napolicentrismo’: chilometri di degrado che corrono lungo la circumvallazione esterna, che da Casoria porta a Lago Patria, ai regni di Gomorra. E lungo l’Autostrada del Sole o la Statale Sannitica, che da Casoria portano a Caserta: dove spuntano, come miraggi tra i miasmi delle paludi dei Regi Lagni, la stazione TAV di Afragola, l’inceneritore di Acerra e decine di piccoli e grandi centri commerciali. Nella provincia di Napoli manca ogni pianificazione. Provate a leggere il PTCP: non è altro che una codificazione del caos ambientale ed urbanistico, di cose che si potrebbero, ma in realtà non si possono fare. Per tanti motivi. Per tanti interessi. Ma soprattutto perché Napoli non ci crede, all’idea metropolitana. Non ci ha mai creduto, e preferisce collassare, anziché decentrare nell’hinterland delle funzioni ‘qualificanti’ per il territorio. Meglio scaricarci il ‘troppopieno’ della metropoli: monnezza disseminata in centinaia di piccole discariche, edilizia popolare e post-terremoto dimenticata (il caso più eclatante è Secondigliano, divenuto una roccaforte di Gomorra), centri commerciali che nel fine settimana intasano chilometri di autostrada.</p>
<p>Altro che neomelodici e ragazze con ambizioni di troniste: queste sono solo efflorescenze del degrado, la volgarità camuffata da pittoresco che piace tanto alla televisione di ultima generazione. Andate ad intervistare i veri responsabili della decadenza, che sono prima di tutti i politici, e poi anche gli elettori, dell’hinterland. Troverete politicanti che nella migliore delle ipotesi non hanno argomenti, e nella peggiore stentano persino ad esprimersi in italiano. Troverete una massa omertosa di beneficiati, in cerca ancora di favori, di condoni, di ‘sistemazioni’ per figli, parenti e nipoti. Non troverete la politica, ma solo professionisti del voto, cartelli elettorali in combutta con i dirigenti napoletani, a cui interessano solamente i pacchetti di tessere. Perché è a Napoli, che si decide tutto: a Casoria non troverete un circolo del PD, e nemmeno uno della PDL.</p>
<p>Troverete, certo, anche tanta gente perbene. Ma che li lascia fare, perché ha rinunciato da tempo a vivere in un paese normale, e gli basta solo passarsela decentemente. Genitori di figli scappati lontano. Operai stanchi e impiegati stressati. Santi e mariuncielli. Nullafacenti e professionisti. Tutti che la sera se ne tornano a casa e pensano la stessa cosa: «mi è andata bene un altro giorno in mezzo a quest’inferno». E chiudono la porta, senza sapere che dietro quella porta, sul loro silenzio, sulla sfiducia, sull’indifferenza, su quella cosa che sentono alla bocca dello stomaco, Napoli, la grande metropoli, resta in piedi. E Gomorra costruisce il suo impero. Perché il mare non bagna Casoria.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/meridionale.wordpress.com/139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/meridionale.wordpress.com/139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/meridionale.wordpress.com/139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/meridionale.wordpress.com/139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/meridionale.wordpress.com/139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/meridionale.wordpress.com/139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/meridionale.wordpress.com/139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/meridionale.wordpress.com/139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/meridionale.wordpress.com/139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/meridionale.wordpress.com/139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/meridionale.wordpress.com/139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/meridionale.wordpress.com/139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/meridionale.wordpress.com/139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/meridionale.wordpress.com/139/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&amp;blog=3198645&amp;post=139&amp;subd=meridionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Alfa di Pomigliano e gli epigoni del meridionalismo</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 16:19:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppepesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
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		<description><![CDATA[La protesta che infiamma da mesi la Fiat di Pomigliano d&#8217;Arco non è solo una conseguenza della grande crisi, ma anche l&#8217;ultimo atto di una questione meridionale: ambigua, anomala, complicata e mai risolta Non c&#8217;è dubbio, che il fantasma della crisi mondiale che minaccia il mondo dell&#8217;auto faccia tremare anche la Fiat, ma vale anche la pena di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&amp;blog=3198645&amp;post=117&amp;subd=meridionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#800000;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-119" title="alfaromeo" src="http://meridionale.files.wordpress.com/2009/02/alfaromeo.jpg?w=188&#038;h=141" alt="alfaromeo" width="188" height="141" /></strong></span><span style="font-family:&amp;"><span style="font-size:small;"><strong><em><span style="color:#993300;">La protesta che infiamma da mesi la Fiat di Pomigliano d&#8217;Arco non è solo una conseguenza della grande crisi, ma anche l&#8217;ultimo atto di una questione meridionale: ambigua, anomala, complicata e mai risolta</span></em></strong></span></span></p>
<p><span style="font-family:&amp;"><span style="font-size:small;">Non c&#8217;è dubbio, che il fantasma della crisi mondiale che minaccia il mondo dell&#8217;auto faccia tremare anche la Fiat, ma vale anche la pena di chiedersi perché questa minaccia si trasformi quasi in una condanna annunciata proprio per lo stabilimento di Pomigliano, dove la tensione è salita ormai alle stelle e una soluzione vera, che non sia solo l’ennesimo palliativo, sembra ancora lontana.<span id="more-117"></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:&amp;"><span style="font-size:small;">L’orgasmo della globalizzazione finanziaria spinge sempre di più gli stakeholders pubblici e privati ad immaginare un’economia solo teorica, sganciata dai luoghi, tradendo una semplice quanto fondamentale intuizione “cattenea”: l’economia fondata invece sulla storia e sulla geografia dei territori.</span></span></p>
<p><span style="font-family:&amp;"><span style="font-size:small;">La crisi della Fiat di Pomigliano non può prescindere dalla storia di una società, l’Alfa Romeo, e di un insediamento, l’Alfasud, figli dell’IRI e della Cassa per il Mezzogiorno; e questo epilogo (che nessuno vuole e si augura, soprattutto per le migliaia di posti di lavoro che andrebbero perduti) è solo l’ultimo atto di un secolo di manovre finanziarie ed aziendali spesso sfortunate e di interventi statali straordinari.</span></span></p>
<p><span style="font-family:&amp;"><span style="font-size:small;">È una storia di anomalie, di una società salvata dallo Stato nel 1933, di uno stabilimento creato dallo Stato nel 1968, e poi svenduto alla Fiat nel 1986. In questa storia non ci sono regole di mercato: tutto è straordinario, e non si capisce come, giunti a questo punto, un mercato (in crisi) ed uno Stato (in evidente affanno) possano trovare delle risposte “ordinarie” ed indolori. </span></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/meridionale.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/meridionale.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/meridionale.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/meridionale.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/meridionale.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/meridionale.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/meridionale.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/meridionale.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/meridionale.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/meridionale.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/meridionale.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/meridionale.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/meridionale.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/meridionale.wordpress.com/117/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&amp;blog=3198645&amp;post=117&amp;subd=meridionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Le vite al margine (della vita e della metropoli) nelle foto di Gaetano Massa</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 10:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppepesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Camorra]]></category>
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		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Gomorra]]></category>
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		<category><![CDATA[Provincia di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Saviano]]></category>

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		<description><![CDATA[A Casoria è praticamente uno sconosciuto, eppure Gaetano Massa ha portato la sua cittadina sul sito web ufficiale di Roberto Saviano Gli scatti di questo giovane fotoreporter di provincia, rifiutati dal museo d&#8217;arte contemporanea del suo paese, li potete trovare sulle pagine web dell&#8217;autore di Gomorra (www.robertosaviano.it): sono due reportage, il primo intitolato «I vicoli di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&amp;blog=3198645&amp;post=106&amp;subd=meridionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#800000;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-107" title="bambini22" src="http://meridionale.files.wordpress.com/2009/02/bambini22.jpg?w=216&#038;h=144" alt="bambini22" width="216" height="144" /></strong></span><span style="color:#993300;"><strong><em>A Casoria è praticamente uno sconosciuto, eppure Gaetano Massa ha portato la sua cittadina sul sito web ufficiale di Roberto Saviano</em></strong></span></p>
<p>Gli scatti di questo giovane fotoreporter di provincia,<strong> </strong>rifiutati dal museo d&#8217;arte contemporanea del suo paese, li potete trovare sulle pagine web dell&#8217;autore di Gomorra (<a href="http://www.robertosaviano.it/" target="_BLANK">www.robertosaviano.it</a>): sono due reportage, il primo intitolato «I vicoli di Casoria», laltro «Periferie napoletane: storie e segni rionali».<span id="more-106"></span></p>
<p>Ventisette anni, Massa è studente al Dams di Bologna, dove collabora per «Carta», «Il Manifesto», «Piazza Grande», «Narcomafie»; e a Bologna ha tenuto anche l&#8217;ultima mostra, all&#8217;istituto psichiatrico Minguzzi, per raccontare il disagio mentale a trent&#8217;anni dalla famigerata legge Basaglia, che nel 1979 chiuse le porte dei manicomi.</p>
<p>Ma è sicuramente dalla sua terra, che questo giovane trae i maggiori spunti per la sua fotografia, guardando negli occhi le periferie napoletane e quelle della vita: scorci urbani ed umani, luoghi fisici dell&#8217;emarginazione, oltre i confini della metropoli borghese.</p>
<p>Per realizzare «I vicoli di Casoria» se ne è andato in giro per la sua città, vecchio paese ormai saldato alla periferia, con una densità abitativa da metropoli sudamericana: il centro storico sfregiato, le sbarre alle finestre, il colore del cemento che domina il paesaggio e le vite della gente; ma anche i soprannomi, le storie, i rigurgiti di una cultura contadina e artigiana che sopravvive ostinata, ma senza speranza.</p>
<p>Un viaggio nel sottoproletariato urbano che Gaetano ha voluto poi continuare per le strade di Casavatore, Napoli Est, Poggioreale, San Pietro a Patierno, Afragola, e per le campagne del vesuviano, per realizzare l&#8217;altro reportage, intitolato «Periferie napoletane: storie e segni rionali».</p>
<p>L&#8217;obiettivo di Massa guarda negli occhi i ragazzini, i vecchi, le signore con le buste della spesa. Occhi nei quali c&#8217;è pudore e malinconia (hanno occhi che parlano, i ragazzini dietro le sbarre della finestra). Scatti che - senza alcun facile, abusato, torbido voyerismo del degrado - cercano solo una dignità umana che vada oltre la marginalità sociale.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/meridionale.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/meridionale.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/meridionale.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/meridionale.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/meridionale.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/meridionale.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/meridionale.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/meridionale.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/meridionale.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/meridionale.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/meridionale.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/meridionale.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/meridionale.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/meridionale.wordpress.com/106/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&amp;blog=3198645&amp;post=106&amp;subd=meridionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Torello, storia &#8220;d&#8217;arme e d&#8217;amore&#8221; nel Mezzogiorno svevo-angioino e &#8220;giallo&#8221; storico: era il figlio di Salinguerra?</title>
		<link>http://meridionale.wordpress.com/2010/01/14/torello-storia-darme-e-damore-nel-mezzogiorno-svevo-angioino-e-giallo-storico-era-il-figlio-di-salinguerra/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 08:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppepesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[arte medievale]]></category>
		<category><![CDATA[storia di napoli]]></category>
		<category><![CDATA[storia medievale]]></category>

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		<description><![CDATA[A metà del Duecento venne a Napoli per fare la guerra e invece trovò l’amore: è la curiosa storia, affascinante e sconosciuta, di Giacomo Torello, dietro cui si cela anche un piccolo ‘giallo’ storico Questo militare venuto a Napoli nel 1254 al seguito di papa Innocenzo IV è infatti molto probabilmente il figlio del famoso [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&amp;blog=3198645&amp;post=123&amp;subd=meridionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color:#800000;"><img class="alignright size-full wp-image-132" title="torello55" src="http://meridionale.files.wordpress.com/2009/05/torello55.gif?w=144&#038;h=231" alt="torello55" width="144" height="231" /><em>A metà del Duecento venne a Napoli per fare la guerra e invece trovò l’amore:</em></span><em> <span style="color:#993300;">è la curiosa storia, affascinante e sconosciuta, di Giacomo Torello, dietro cui si cela anche un piccolo ‘giallo’ storico</span></em></strong></p>
<p>Questo militare venuto a Napoli nel 1254 al seguito di papa Innocenzo IV è infatti molto probabilmente il figlio del famoso Salinguerra, il terribile ghibellino che dominò a lungo Ferrara e fu infine sconfitto. Giacomo però non era della stessa pasta del padre, e scelse di ‘scomparire’, deludendo tutti quelli che si aspettavano che riprendesse il potere. <span id="more-123"></span></p>
<p>Sposò la figlia di un doge veneziano, ma visse sempre da fuoriuscito, ora dai feroci zii Ezzelini, ora altrove; e dal 1245, quando perse tutti i feudi paterni, fece lentamente perdere anche le sue tracce.</p>
<p><span style="color:#800000;"><strong>Molto probabilmente se ne andò a Fano</strong></span>, accolto dai più tranquilli zii Torelli. E poi una decina d’anni dopo, imbarcandosi nella spedizione di Innocenzo IV, fece l’ultimo tentativo per recuperare i feudi, che proprio il papa gli aveva tolto. L’impresa fu un fallimento: ma battuto l’esercito e morto il papa, quando sembrava tutto perduto, a Casoria si innamorò di una donna e si rifece una vita. Ottenne anche un terreno dal vescovo di Napoli, e visse tranquillo fino al 1281, quando i tre figli lo seppellirono nella chiesa di San Benedetto. Qui lo ricorda ancora un bel monumento gotico ed una insolita epigrafe volgare, che racconta la storia di questo «homo de arme … per belleza de una donna maritato».</p>
<p>Partendo dallo studio del monumento funerario, questa singolare vicenda &#8216;d’arme e d’amore&#8217; è stata ricostruita attraverso documenti e cronache medievali nel saggio breve Giacomo Torello da Fano: una storia d’arme e d’amore nel Mezzogiorno svevo-angioino. La seconda edizione della ricerca, riveduta ed ampliata, è uscita (esclusivamente in formato digitale) per Oxiana ed è scaricabile gratuitamente al link </p>
<p><a href="http://giuseppepesce.files.wordpress.com/2009/05/gpesce_giacomo_torello_da_fano.pdf">http://giuseppepesce.files.wordpress.com/2009/05/gpesce_giacomo_torello_da_fano.pdf</a></p>
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		<title>La provincia addormentata e l&#8217;hinterland in coma</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 12:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppepesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Camorra]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;informazione indifferente. Nella provincia addormentata la vita di ogni giorno è un incubo ad occhi aperti, e la cronaca si è fermata da anni alle veline della questura e dei carabinieri: trafiletti di nera e carrellate di monnezza, qualche pistolettata. Ma nessuno parla più dei problemi, della dismissione industriale, dell&#8217;illusorio benessere dei centri commerciali, dell&#8217;infima [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&amp;blog=3198645&amp;post=59&amp;subd=meridionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#800000;"><strong><img class="alignright size-full wp-image-115" title="vecchio33" src="http://meridionale.files.wordpress.com/2009/01/vecchio33.jpg?w=137&#038;h=230" alt="vecchio33" width="137" height="230" />L&#8217;informazione indifferente.</strong> </span>Nella provincia addormentata la vita di ogni giorno è un incubo ad occhi aperti, e la cronaca si è fermata da anni alle veline della questura e dei carabinieri: trafiletti di nera e carrellate di monnezza, qualche pistolettata. Ma nessuno parla più dei problemi, della dismissione industriale, dell&#8217;illusorio benessere dei centri commerciali, dell&#8217;infima qualità della politica, della speculazione edilizia che divora ogni area disponibile, sfregia per sempre i centri storici.</p>
<p>(Foto di <strong>Gaetano Massa</strong>)</p>
<p><span id="more-59"></span><span style="color:#800000;"><strong>Il futuro che non c&#8217;è. </strong></span>Ho scritto dei saggi sulla storia dell&#8217;entroterra, ma non saprei dire una parola del futuro. Perché aveva ragione Aldo Masullo (in un convegno, qualche tempo fa): molte di queste città non esistono più, sono solo Napoli sotto altro nome, estrema propaggine della metropoli, periferia della periferia. I paesi vivono solo negli occhi stanchi dei vecchi, ancora abituati a riconoscere tutti dall&#8217;appartenenza alle famiglie della zona. Ma per il resto, sono solo chilometri di palazzi lungo le Statali; i luoghi della città non esistono più: gli orti sono scomparsi, le fabbriche hanno chiuso, gli antichi palazzi sono sfregiati, abbattuti, abbandonati. Resiste solo qualche chiesa, e qualche parroco che ha sempre la porta aperta. Ma loro non sono lo Stato, che l&#8217;hinterland invece l&#8217;ha abbandonato (dopo averlo sedotto prima con le fabbriche della Cassa del Mezzogiorno, ed ora con i centri commerciali).</p>
<p>Democrazia e partecipazione sono chimere: il pantano della politica è pieno di mestieranti che non hanno idee né progetti, pronti a promettere ancora licenze ai palazzinari e improbabili posti di lavoro ai disoccupati, tanto disperati da crederci. I giovani, se ci riescono, scappano. Gli operai stanchi e gli impiegati stressati, i santi e i mariuncielli, i nullafacenti e i professionisti, la sera tornano a casa pensando di essere stati fortunati, perchè gli andata bene un altro giorno in mezzo a questo inferno. <span style="color:#800000;">E in questa indifferenza, muore la citta, l&#8217;hinterland, la provincia. <strong>E su questa indifferenza, la camorra costruisce il suo impero.</strong></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><span style="color:#000000;">Foto di <strong>Gaetano Massa</strong></span></span></p>
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		<title>Perchè al Sud è più difficile innovare P.A. e comunicazione</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 09:45:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppepesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione Pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 150/2000]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Politica, comunicazione e propaganda. L’innovazione della Pubblica Amministrazione locale incontra, nel Mezzogiorno, mezzo secolo di problemi arretrati. Oltre cinquant’anni di ambiguità e di miopia, di cattive abitudini mai totalmente dismesse, in un “giuoco delle parti” che coinvolge lo Stato centrale da una parte, e classe politica e dirigente del Sud dall’altra. Il primo problema è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&amp;blog=3198645&amp;post=6&amp;subd=meridionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-47" title="votantonio" src="http://meridionale.files.wordpress.com/2008/04/votantonio.jpg?w=157&#038;h=143" alt="votantonio" width="157" height="143" /><span style="color:#800000;">Politica, comunicazione e propaganda.</span></strong><span style="color:#800000;"> </span>L’innovazione della Pubblica Amministrazione locale incontra, nel Mezzogiorno, mezzo secolo di problemi arretrati. Oltre cinquant’anni di ambiguità e di miopia, di cattive abitudini mai totalmente dismesse, in un “giuoco delle parti” che coinvolge lo Stato centrale da una parte, e classe politica e dirigente del Sud dall’altra.<br />
<span id="more-6"></span></p>
<p><strong>Il primo problema è la falsa sussidiarietà dei fondi pubblici.</strong> Dalla Cassa per il Mezzogiorno ai commissariati straordinari inaugurati dal terremoto del 1980, fino alla gestione dei fondi europei, le risorse definite come “sussidiarie”, nel Sud hanno spesso sopperito gli endemici deficit della PA. Non hanno affiancato, ma praticamente sostituito le risorse ordinarie.</p>
<p>Troppo spesso, venuto meno il cosiddetto “aiuto esterno”, è finito anche il servizio creato (come gli uffici stampa della Città del fare cancellati per limiti di bilancio); oppure, sono nati “servizi imperfetti”, come le centinaia di siti web istituzionali non aggiornati che si incontrano in rete. È una situazione paradossale quanto notoria, da questione meridionale, da manuale di storia contemporanea. Eppure non è stata ancora risolta.</p>
<p><strong>Tutto diventa più complicato, poi, se si parla di comunicazione pubblica.</strong> Perché entrano in gioco le “cattive abitudini” della politica, e il fragile mercato editoriale del Mezzogiorno. Qui le realtà editoriali solide sono poche. Sempre più scarse le possibilità di essere assunti in una redazione. E il precariato espone giornalisti e pubblicisti, soprattutto i più giovani, alle proposte della politica. Un ufficio stampa comunale è una buona opportunità, anche se solo per qualche anno. Ma troppo spesso il requisito fondamentale per lavorarci non è la professionalità, con la stima e la fiducia che può ispirare. Basta, molto più semplicemente, la fedeltà.</p>
<p>Quella che dovrebbe essere la “voce istituzionale” di una PA, finisce così per propagandare progetti e curare l’immagine della politica. Svolgendo di fatto le oneste funzioni di un Portavoce (figura pure prevista dalla Legge 150/2000, ma non riservata ai giornalisti). Il dialogo tra amministratori e amministrati ne esce falsato, la trasparenza offesa. E poi c’è l’altra possibilità: affidare un ufficio stampa ad un giornalista conosciuto (spesso indirettamente, attraverso qualche “testa di legno”) per assicurarsi visibilità su carta stampata e televisioni locali. Aggirando le prescrizioni della Legge e calpestando la deontologia professionale.</p>
<p>Tra queste ambiguità &#8211; beninteso, non solo meridionali &#8211; continua a naufragare la corretta applicazione della 150/2000.</p>
<p> </p>
<p><strong>Questa analisi-riflessione</strong>, ancora di fondamentale attualità, è stata oggetto della relazione di Giuseppe Pesce al COM.P.A. 2007, il Salone Europeo della Comunicazione Pubblica svoltosi a Bologna ai primi di novembre del 2007.</p>
<p>All&#8217;evento, Pesce ha presentato insieme al collega Carlo Cristarelli l&#8217;<em>Ufficio Stampa Associato Città del fare</em>, un progetto finanziato con oltre 500mila euro di fondi europei, che ha garantito tra 2004-2006 il servizio di ufficio stampa istituzionale in dieci Comuni della provincia di Napoli (Acerra, Afragola, Brusciano, Caivano, Cardito, Casalnuovo, Castello di Cisterna, Crispano, Mariglianella, Pomigliano d&#8217;Arco).</p>
<p>Il progetto realizzato e curato dai due giornalisti napoletani, nonostante la qualità del servizio e gli unanimi apprezzamenti a livello locale e nazionale, si è concluso alla fine del 2006 perchè dopo il finanziamento europeo non ha trovato il necessario sostegno economico dei Comuni interessati.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/meridionale.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/meridionale.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/meridionale.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/meridionale.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/meridionale.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/meridionale.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/meridionale.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/meridionale.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/meridionale.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/meridionale.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/meridionale.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/meridionale.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/meridionale.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/meridionale.wordpress.com/6/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=meridionale.wordpress.com&amp;blog=3198645&amp;post=6&amp;subd=meridionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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