Hanno scritto che Casoria avrebbe infangato Berlusconi, che è il simbolo del “marchio infame” della provincia di Napoli. Ma nessuno è venuto a raccontare che questa provincia è solo una periferia – politica e urbana, sociale e antropologica - del “Napolicentrismo”. Nessuno è venuto a vedere perchè, davvero, il mare non bagna Casoria.
La vedi entrando nel porto di Napoli: un rettangolo verde alle pendici del Vesuvio, che è il parco della reggia del Borbone; il lungomare sfregiato dalla ferrovia vista-mare, che fu la prima ferrovia d’Italia. Portici è un pezzo di storia, eppure la storia le ha voltato la faccia. Perché Noemi Letizia, la ragazza di Portici che ha scompaginato le cronache della scorsa primavera, è stata subito per tutti “la ragazza di Casoria”. Tutta colpa della location della festa: un locale sulla circumvallazione esterna, dove una sera di aprile è arrivato nientemeno che Silvio Berlusconi in persona a farle gli auguri per i suoi diciott’anni. Ed è montato il caso bollente dell’estate: il “Noemi-gate”. A Casoria sono arrivati gli inviati in cerca di storie da raccontare, le troupe televisive a caccia di chissà quali scorci. Perché qui non c’è granché da filmare. A Casoria non c’è il mare. E allora questa cittadina è diventata subito un simbolo facile: del degrado che attanaglia Napoli, dell’hinterland che soffoca la metropoli. Continua a leggere »


A metà del Duecento venne a Napoli per fare la guerra e invece trovò l’amore:
L’informazione indifferente. 
